Concessione Ministeriale Multiterritoriale. Iscrizione elenco Ministero della Giustizia P.D.G del 21 Novembre 2012

I.V.G. DI ROMA S.R.L.

Data di pubblicazione: 14/05/2018

Tra una videocamera e un’automobile spunta l’Unità all’asta: bastano 300mila euro per comprarsela

Tra una berlina e una videocamera, spunta l’Unità. Potrebbero bastare 300mila euro per aggiudicarsi il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. La gara è apparsa sul sito dell’Istituto vendite giudiziarie di Roma: dal 21 al 24 maggio si aprirà l’asta per rilevare la testata dello storico giornale di riferimento della sinistra italiana. Come aveva anticipato l’HuffPost, il mese scorso la III sezione civile del Tribunale di Roma ha nominato un consulente tecnico d’ufficio per definire il valore di mercato della testata (e solo di quella, non l’archivio). La perizia è stata depositata il 7 maggio e ha definito il prezzo di partenza per le offerte: 300mila euro. A questi andranno aggiunti altri 33mila euro di oneri. Il rilancio minimo è del 10%, la cauzione da depositare pari al 20% dell’offerta. Queste le informazioni del bando.
Tra quelle pubblicizzate sul sito dell’Igv, l’asta per l’Unità appare tra la gara per aggiudicarsi una videocamera dal valore di 45 euro e una berlina duemila di cilindrata da quattromila euro. Un triste epilogo per la testata del fu Partito Comunista, fondata nel 1924 e sopravvissuta al fascismo e a diverse crisi aziendali, ma non all’ultima sotto l’egida del Pd renziano e la proprietà dei Pessina. Un breve ripasso:
I giornalisti e i poligrafici, più di trenta ex dipendenti del quotidiano rilevato nel luglio 2015 sotto la segreteria di Matteo Renzi dall’imprenditore del settore dell’edilizia Pessina si sono rivolti al Tribunale di Roma prima con una serie di decreti ingiuntivi per la liquidazione degli stipendi non pagati dall’editore. Tentativi andati a vuoto inducendo i giornalisti a chiedere il pignoramento della testata, ottenuto a fine dicembre 2017. L’udienza successiva si è tenuta il 18 aprile con l’incarico della perizia sulla testata ha aperto la strada alla messa in vendita del quotidiano. E solo di quella: l’archivio storico de l’Unità, un vero patrimonio giornalistico e culturale scomparso dal web a gennaio 2017, resterà invece nelle proprietà dei Pessina.
L’ennesima beffa per il giornale che ha sospeso le pubblicazioni quasi un anno fa, a giugno del 2017. E proprio il tempo intercorso dalla sua scomparsa dalle edicole ha accelerato i tempi per la messa all’asta. Dopo un anno dalla sospensione delle pubblicazioni, recita l’articolo 7 della legge sulla stampa, la testata decade. E con esso anche il suo valore.
Non è finita: in una nota inviata dalla Piesse (Pessina) all’HuffPost viene specificato che “nella giornata di ieri, in accoglimento dell’istanza depositata da Unita Srl, sono state convocate le parti per la settimana prossima quando verrà esaminata la richiesta – già avanzata nei giorni scorsi – di sospensione della procedura di vendita della testata e definizione del contenzioso”.
Si tratta di una istanza di conversione dell’asta: la legge prevede che il debitore possa chiedere la sospensione della procedura esecutiva a fronte di una cauzione pari al 20% del debito contratto, in questo caso dai Pessina, e di una rateizzazione del restante debito in un periodo massimo di 36 mesi – il pignoramento resta a garanzia. Se anche solo una rata non viene liquidata, il debitore perde la cauzione e l’asta si “scongela” ritornando esecutiva. Ma non è affatto scontato che il giudice accolga la richiesta della Piesse, per il motivo già menzionato: nell’arco di giugno la testata decade e nell’ipotesi in cui il debitore paghi solo una parte del debito e poi interrompa il saldo, la storica testata de L’Unità potrebbe essere già decaduta. Con tutte le prevedibili conseguenze per il suo valore di mercato, e per i creditori, gli ex lavoratori del giornale che aspettano di ricevere le loro spettanze. Altra ipotesi è che il giudice accolga la richiesta ma fissi il termine per l’estinzione totale del debito in un’unica soluzione nell’arco di pochi giorni, sempre prima che la testata decada. Il tempo è poco.