Espropriazione ingiunzionale

Espropriazione ingiunzionale


Il r.d. 14 aprile 1910 n. 639 disciplina l’espropriazione mobiliare e immobiliare successiva alla notifica dell’ingiunzione fiscale.

Si riportano di seguito gli articoli di riferimento alla procedura mobiliare:


Articolo 6. Dell’esecuzione sui mobili
L’atto di pignoramento, redatto dall’ufficiale giudiziario o dal messo, in presenza di due testimoni, contiene la designazione dell’ente che procede all’esecuzione, il nome e cognome del debitore e dei testimoni, il titolo e l’ammontare del debito, la qualità, la quantità e il valore approssimativo degli oggetti oppignorati, il nome e cognome del depositario, e la intimazione al debitore che trascorso il termine stabilito dall’Articolo 10 si procederà alla vendita degli oggetti oppignorati al pubblico incanto. Quando si proceda sui frutti naturali pendenti, l’atto di oppignoramento deve indicare la qualità e la natura dei frutti oppignorati, due almeno dei confini dell’appezzamento in cui i frutti si trovano, e l’estensione approssimativa del medesimo. L’atto di pignoramento sarà sottoscritto dall’ufficiale giudiziario o dal messo e dal depositario. Copia dell’atto si consegna al debitore, se presente, o alla persona che lo rappresenta sul luogo; in mancanza dell’uno o dell’altra, la copia si rimette al domicilio del debitore, e se il domicilio non è nel Comune la copia si rimette, per conto del debitore, al sindaco.
Articolo 7. Dell’esecuzione sui mobili
Dell’avvenuto pignoramento l’ufficiale giudiziario o il messo dà notizia immediata al sindaco trasmettendogli copia dell’atto. Appiè dell’atto di pignoramento sarà iscritta la nomina di uno stimatore fatta dal sindaco. Gli ufficiali giudiziari e messi che contravvengono al disposto di quest’articolo sono puniti, sopra denunzia del sindaco, con multa di L. 4.000 a favore del Comune, e, in caso di recidiva, con la destituzione.
Articolo 8. Dell’esecuzione sui mobili
L’ente creditore non può prendere in custodia gli oggetti oppignorati. Per la custodia dei medesimi si costituisce depositario lo stesso debitore od una terza persona, a scelta dell’ente creditore, e non trovandosi chi assuma l’incarico, si nomina dal sindaco un depositario d’ufficio sopra istanza dell’ente creditore.
Articolo 9. Dell’esecuzione sui mobili
Salvo la omissione del precetto, nulla è innovato alla procedura ordinaria quanto al pignoramento dei beni mobili presso terzi e all’assegnazione di crediti in pagamento. L’ente creditore però può valersi dell’ufficiale giudiziario o del messo di cui all’Articolo 2 per tutti gli atti della procedura esecutiva, compresa la notificazione della sentenza. Il pignoramento dei fitti e delle pigioni dovuti al debitore si farà dall’ufficiale giudiziario o del messo mediante la consegna all’affittuario od inquilino di un atto contenente l’ordine di pagare all’ente creditore, invece che al locatore, il fitto o la pigione scaduta o da scadere, sino alla concorrenza delle somme dovute all’ente medesimo.
Articolo 10. Dell’esecuzione sui mobili
Scorsi dieci giorni dal pignoramento di cui all’Articolo 6, senza che sia soddisfatto il debito, l’ente creditore procede alla vendita degli oggetti oppignorati al pubblico incanto, che si apre sul prezzo di stima. L’incanto si notifica al pubblico a cura dell’ente creditore, con avviso da affiggersi, per mezzo dell’ufficiale giudiziario o del messo, di cui all’Articolo 2, alla porta esterna della casa del Comune cinque giorni prima del giorno fissato per la vendita. L’avviso indica il giorno, l’ora, il luogo e gli oggetti da vendersi. Quando si tratti di oggetti per i quali vi sia pericolo di deperimento od occorra una dispendiosa conservazione, l’ente creditore, previa autorizzazione del pretore, o del giudice di pace nei Comuni che non sono sede di pretura, può abbreviare i termini suddetti ed anche procedere alla vendita nello stesso giorno nel quale segue il pignoramento, purché vi sia l’intervallo di non meno di due ore dalla pubblicazione dell’avviso relativo.
Articolo 11. Dell’esecuzione sui mobili
Il segretario comunale, o un suo delegato, assiste all’incanto e stende il relativo atto che contiene il nome e cognome di ciascun acquirente, il prezzo di vendita di ogni oggetto e la firma del segretario o del suo delegato e del banditore. Per tale ufficio il segretario comunale è retribuito con le norme e nella misura che saranno stabilite nel regolamento (N.d.R. Il regolamento non è mai stato emanato).
La vendita degli oggetti e la relativa consegna si fa al migliore offerente sul prezzo di stima e dietro pagamento del prezzo offerto. Quando l’incanto vada deserto in tutto o in parte, o le offerte sieno inferiori alla stima, si procederà a nuovo incanto nel primo giorno seguente non festivo, nel quale gli oggetti oppignorati sono venduti al miglior offerente, ancorché l’offerta sia inferiore alla stima. Per procedere al secondo incanto basta la dichiarazione che ne è fatta al pubblico dal banditore, d’ordine dell’ufficiale incaricato della vendita. L’incaricato della riscossione non può mai rendersi deliberatario. Gli oggetti d’oro e d’argento non possono vendersi per somma minore del valore intrinseco determinato dalla stima; quelli rimasti invenduti si ritengono dall’ente creditore come danaro per il solo valore intrinseco.
Articolo 12. Dell’esecuzione sui mobili
Seguita la vendita dei mobili, gli atti originali della vendita e la somma ricavata si depositano entro tre giorni presso il cancelliere della pretura. La distribuzione del prezzo tra l’ente creditore e i creditori opponenti si fa a norma del capo VIII, titolo II, libro II del Codice di procedura civile. Però il pretore ordina immediatamente il pagamento all’ente creditore di quanto gli spetta, ogni qualvolta non vi sieno creditori privilegiati prevalenti o di egual grado che abbiano fatto opposizione, o quando il prezzo ricavato basti a soddisfare tutti i creditori.
Articolo 13. Dell’esecuzione sui mobili
Ove l’ente creditore abbia oppignorato pigioni o fitti già scaduti, l’affittuale o l’inquilino dovrà pagare l’ammontare del debito per il quale si è proceduto, degli accessori e delle spese, nel termine di quindici giorni dopo il pignoramento, e sino alla concorrenza del suo debito. Se le pigioni o fitti non sono ancora scaduti il pagamento sarà effettuato nei tempi di rispettiva scadenza. Le anticipazioni saranno ammesse se fatte in conformità della consuetudine locale e provate nei modi di legge.
Articolo 14. Dell’esecuzione sui mobili
Pel conseguimento di quanto sia dovuto dall’affittuario o dall’inquilino pel fitto o per la pigione l’ente creditore può esercitare tutti i diritti competenti al locatore suo debitore. Può anche procedere direttamente con le norme di questa legge, non ostante l’affittamento, sopra i frutti del fondo affittato, e colpiti dal privilegio stabilito dall’Articolo 1962 del Codice civile.
Articolo 15. Dell’esecuzione sui mobili
Per gli atti compiuti nel procedimento di esecuzione mobiliare, l’ufficiale giudiziario o il messo designati nell’Articolo 2 hanno diritto alle competenze di cui nell’articolo stesso.

Articoli relativi alla procedura immobiliare:


Articolo 16. Della esecuzione sugli immobili
Nel procedimento di espropriazione, iniziato per i crediti di cui nell’Articolo 1 della presente legge, è escluso l’obbligo della notificazione del titolo esecutivo.
Articolo 17. Della esecuzione sugli immobili
Notificato al debitore il precetto di pagamento, il presidente del tribunale competente nel giudizio di espropriazione procede, sulla istanza dell’ente creditore e mediante ordinanza, alla nomina del sequestratario, preferendo la persona che gli sia proposta dall’ente, purché la riconosca idonea. Il presidente provvede egualmente sull’istanza degli interessati alla rimozione del sequestratario ed alla surrogazione di altro. Previa citazione dell’ente, il presidente revoca la nomina del sequestratario ed annulla gli effetti della immissione in possesso quando siano estinti i debiti per cui si procede. Le ordinanze del presidente sono provvisoriamente esecutorie. L’ordinanza di immissione in possesso del sequestratario si esegue con la notificazione di un unico atto contenente il precetto per il rilascio in un termine di giorni tre e l’avviso per la immissione nei due giorni successivi, fissando il giorno e l’ora in cui l’ufficiale giudiziario si recherà sul luogo per la esecuzione. La notificazione di tale atto al debitore vale citazione affinché esso possa trovarsi presente.
Articolo 18. Della esecuzione sugli immobili
Il privilegio stabilito nell’Articolo 1961 del Codice civile viene esteso a tutte le somme che l’ente creditore, in seguito ad autorizzazione del presidente del tribunale, direttamente o per mezzo del sequestratario, anticipa per la conservazione dei beni. Non ha luogo l’amministrazione giudiziaria e cessa, se già fosse ordinata, qualora gli immobili fossero affittati ed il debitore avesse stipulato in favore dell’ente che l’avesse accettata, la delegazione o cessione dei fitti. In tal caso l’ente potrà procedere contro l’affittuario moroso con la procedura speciale stabilita cogli articoli 5 a 15 della presente legge.
Articolo 19. Della esecuzione sugli immobili
Le cessioni o liberazioni di fitti non scaduti per un termine maggiore di un anno, anche se trascritte, sono inefficaci dal giorno della trascrizione del precetto riguardo all’ente creditore avente ipoteca iscritta anteriormente alla data certa della cessione o liberazione.
Articolo 20. Della esecuzione sugli immobili
Quando occorre dare in affitto i fondi, l’autorizzazione sarà concessa dal presidente del tribunale con ordinanza non impugnabile, e potrà essere data anche in modo generico sulla istanza del debitore, del creditore o del sequestratario, citato quello fra essi che non è unito alla istanza. Il sequestratario riscuote le rendite e i frutti, il cui ammontare, dedotte le spese di amministrazione e i tributi pubblici, verserà nella cassa dell’ente creditore. Incombe lo stesso obbligo al sequestratario che si trovi già nominato sulla istanza di altro creditore. Per la nomina, revoca e surrogazione del sequestratario si osserva la procedura degli incidenti.
Articolo 21. Della esecuzione sugli immobili
Le opposizioni al precetto, in qualunque tempo proposte, non sospendono il corso del giudizio, salvo che l’autorità giudiziaria ne ordini la sospensione. L’ente creditore può domandare l’incanto, attribuendo agli immobili come prezzo venale il valore risultante dalla estimazione dei beni, sulla base dell’art 663 del Codice di procedura civile, esclusa, di regola la perizia. Tuttavia l’ente creditore che procede non ha obbligo di sottostare all’offerta e alle conseguenze che ne derivano, secondo il predetto articolo 663. Ove la vendita o la rivendita non avvenga, si procederà ad altro incanto nel modo stabilito nella seconda parte dell’Articolo 675 del Codice medesimo
Articolo 22. Della esecuzione sugli immobili
Nei giudizi di purgazione, se il prezzo stipulato o che si dichiarerà, a sensi dell’Articolo 2043, n. 3, del Codice civile, è minore del credito dell’ente che procede, e non viene fatto da altro creditore l’aumento del decimo, in conformità dell’Articolo 2045 del detto Codice, l’ente medesimo può fare istanza per l’incanto sul prezzo come sopra stipulato o dichiarato, senza obbligo di fare aumento del decimo e senza impegno alcuno, qualunque sia l’esito dell’incanto.
Articolo 23. Della esecuzione sugli immobili
Se la espropriazione si trovasse già iniziata da altri creditori, l’ente che procede avrà diritto di essere surrogato ai creditori esproprianti nel procedimento, quantunque non vi fosse motivo di negligenza. L’ente ha facoltà di surrogarsi in una espropriazione dipendente da un precetto anteriore, limitatamente ai beni ad esso ipotecati, fermi gli atti già compiuti nel corso del giudizio. Esso non ha l’obbligo di comprendere nel suo giudizio di espropriazione la maggiore quantità di beni a cui si riferisca un posteriore precetto. Tuttavia l’ente ha l’obbligo di procedere anche per la maggiore quantità dei beni compresi nel precetto che dà luogo alla surrogazione od anche in un precetto posteriore, qualora i beni predetti e quelli ad esso ipotecati siano gravati cumulativamente da precedenti ipoteche eventuali. Quando l’ente che sostiene la procedura per la esecuzione trascuri di continuarla, potrà chiedersi da altro creditore la surrogazione, a senso dell’Articolo 575 del Codice di procedura civile.
Articolo 24. Della esecuzione sugli immobili
Il magistrato assegnerà sempre, nell’interesse dell’ente creditore, il termine minimo in tutti i casi nei quali il Codice di procedura civile stabilisce un termine massimo ed uno minimo. I termini della notificazione, pubblicazione ed inserzione del bando saranno ridotti alla metà.
Articolo 25. Della esecuzione sugli immobili
La sentenza che autorizza la vendita è sempre provvisoriamente eseguibile, non ostante qualsiasi gravame.
Articolo 26. Della esecuzione sugli immobili
Le domande di separazione, le eccezioni di nullità e tutte le istanze incidentali, ancorché riguardino il giudizio di merito, compresa la eccezione di pagamento, non sospendono il corso del giudizio e la vendita, salvo il caso che la sospensione sia provvisoriamente ordinata dal tribunale. Nondimeno, se la domanda è poi respinta dal tribunale, la sospensione ordinata non ha più effetto, sebbene la sentenza del tribunale venga impugnata.
Articolo 27. Della esecuzione sugli immobili
Il compratore degli immobili, nei venti giorni dalla vendita definitiva, dovrà pagare all’ente creditore, senza attendere il proseguimento della graduazione, quella parte del prezzo che corrisponde al credito dell’ente in capitale, accessori e spese. In difetto di che vi sarà astretto con tutti i mezzi consentiti dalla legge e con la rivendita degli immobili aggiudicatigli a sue spese e rischio, salvo l’obbligo all’ente stesso di restituire a chi di ragione quel tanto coi rispettivi interessi, per cui, in conseguenza della graduazione, non risultasse utilmente collocato. Il pagamento della parte del prezzo di cui sopra dovrà eseguirsi parimente dall’aggiudicatario nei venti giorni dall’aggiudicazione anche quando da altri creditori sia stato promosso il giudizio senza bisogno che tale obbligo sia incluso nelle condizioni di vendita.
Articolo 28. Della esecuzione sugli immobili
Le disposizioni degli articoli 16, 17, 18, 20, 21, 22, 23, sono applicabili anche nei giudizi di rivendita promossi dagli enti contemplati dalla presente legge nel caso dell’Articolo 689 del Codice di procedura civile.

Step successivi:

L’articolo 4, comma 2-sexies, del decreto legge N. 209/2002, convertito con
modificazioni dalla legge n. 265/2002 così recita “i comuni e i concessionari
iscritti all’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446…procedono alla riscossione coattiva delle somme risultanti
dall’ingiunzione prevista dal testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910,
n. 639, secondo le disposizioni contenute nel titolo II del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in quanto
compatibili”.
Tale modifica ha comportato, oltre al proliferarsi di interpretazioni giurisprudenziali sulla questione, la coesistenza di due sistemi coesistenti per l’attività di riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate di spettanza degli enti territoriali a seconda che venga affidata o meno al servizio nazionale della riscossione, e quindi agli “agenti della riscossione” In tale ipotesi trovano integrale applicazione le disposizioni contenute nel D.P.R. 602/73; in caso contrario, qualora cioè l’attività di riscossione sia svolta dall’ente – in proprio o mediante affidamento a soggetti terzi – si rende applicabile la disciplina prevista dal regio decreto 639/1910.

Dopo una serie di altre modifiche gli ultimi atti normativi prevedono:

Legge 23 dicembre 2011, n. 214 “Conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201” (Decreto Monti) – Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici

all’art. 10 (Regime premiale per favorire la trasparenza) Articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106,
comma modificato – gg-ter) a decorrere dal 31º dicembre 2012, in deroga alle vigenti disposizioni, la società Equitalia Spa, nonché le società per azioni dalla stessa partecipate ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate; Articolo 14-bis (Disposizioni in materia di riscossione dei comuni)
Articolo 7, comma 2, lettere gg-quater – quinquies – sexies), del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106
commi modificati
gg-quater) a decorrere dalla data di cui alla lettera gg-ter), I comuni effettuano la riscossione coattiva delle proprie entrate, anche tributarie:
1) sulla base dell’ingiunzione prevista dal testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n.639,
che costituisce titolo esecutivo, nonché secondo le disposizioni del titolo II del d.P.R. 29 settembre
1973, n. 602, in quanto compatibili, comunque nel rispetto dei limiti di importo e delle condizioni
stabilite per gli agenti della riscossione in caso di iscrizione ipotecaria e di espropriazione forzata immobiliare.
gg-quinquies) in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a euro duemila ai sensi del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 602, intrapresa successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, le azioni cautelari ed esecutive sono precedute dall’invio, mediante posta ordinaria, di due solleciti di pagamento, il secondo dei quali decorsi almeno sei mesi dalla
spedizione del primo;
gg-sexies) ai fini di cui alla lettera gg-quater), il sindaco o il legale rappresentante della società
nomina uno o più funzionari responsabili della riscossione, i quali esercitano le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione nonché quelle già attribuite al segretario comunale dall’articolo 11 del testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. I funzionari responsabili sono nominati fra persone la cui idoneità allo svolgimento delle predette funzioni è
accertata ai sensi dell’articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e successive modificazioni;

*Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante
proroga di termini previsti da disposizioni legislative*
Art.29 comma 5-bis. L’abrogazione delle disposizioni previste dall’articolo 7, comma 2, lettera gg-septies), numeri 1) e 3), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, acquista efficacia a decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni di cui alle lettere gg-ter) e gg-quater) del medesimo comma 2 (31/12/2012)

Articolo 7, comma 2, lettera gg-septies)
gg-septies) in conseguenza delle disposizioni di cui alle lettere da gg-ter) a gg sexies):
*1) all’articolo 4 del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265, i commi 2-sexies, 2-septies e 2-octies sono abrogati;*
2-sexies. I comuni e i concessionari iscritti all’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, di seguito denominati “concessionari”, procedono alla riscossione coattiva delle somme risultanti dall’ingiunzione prevista dal testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, secondo le disposizioni contenute nel titolo II del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in quanto compatibili.
2-septies. Ai fini di cui al comma 2-sexies il sindaco o il concessionario procede alla nomina di uno o piu’ funzionari responsabili per la riscossione, che esercitano le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione e ai quali sono altresi’ demandate le funzioni gia’ attribuite al segretario comunale dall’articolo 11 del citato testo unico di cui al regio decreto
n. 639 del 1910. I funzionari responsabili sono nominati fra le persone la cui idoneita’ allo svolgimento delle funzioni e’ stata conseguita con le modalita’ previste dall’articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
2-octies. Ai soli fini della riscossione coattiva, i comuni e i concessionari possono esercitare le facolta’ previste dall’articolo 18 del citato decreto legislativo n. 112
*3) il comma 2 dell’articolo 36 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e’ abrogato;*
2. La riscossione coattiva dei tributi e di tutte le altre entrate degli enti locali continua a potere essere effettuata con (fino 31/12/2012):
a) la procedura dell’ingiunzione di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, seguendo anche le disposizioni contenute nel titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in quanto compatibili, nel caso in cui la riscossione coattiva e’ svolta in proprio dall’ente locale o e’ affidata ai soggetti di cui all’articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446;
b) la procedura del ruolo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, se la riscossione coattiva e’ affidata agli agenti della riscossione di cui all’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.

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