IVG Lucca - Aste giudiziarie, la grande riffa

Aste giudiziarie, la grande riffa


Messe in fila (anzi, in colonna) una dopo l’altra fanno un totale di trentotto milioni e rotti di euro. Più o meno quanto la villa del XVIII secolo che Silvio Berlusconi si è regalato in Brianza. O – per scendere alle nostre latitudini – oltre dieci volte il costo del pontile di Lido di Camaiore. Eppure le vendite giudiziarie, quelle gestite da tribunali e notai a seguito di fallimenti o di debitori che non riescono a far fronte ai finanziamenti accesi (spesso presso le banche), hanno raggiunto in Versilia questa cifra stratosferica: da marzo a giugno di quest’anno, informa l’istituto di vendite giudiziarie di Lucca, sono ben 97 le aste che interessano i nostri sette comuni. Per un totale di base d’asta che assomma a 38.385.400 euro.

Dentro questo numero a otto cifre c’è un po’ di tutto. Appartamenti e villette, in primis. Ma anche terreni agricoli e capannoni industriali e artigianali. E, per finire, qualche villa nella patria dei vip.

È l’ennesimo segnale di una crisi che, anziché finire come qualcuno vaticina, comincia a far arrivare i propri nodi al pettine. E, sempre più, colpisce i privati, le famiglie, i cittadini. Pochi – infatti – sono i lotti che derivano da una procedura di fallimento. La stragrande maggioranza è messa in vendita a seguito di esecuzioni immobiliari, vale a dire azioni intentate per ottenere il pagamento di un debito non onorato. Non a caso sono le banche che promuovono il maggior numero di esecuzioni. E c’è un numero, un dettaglio solo apparente, che restituisce in pieno il senso di una crisi che non passa: il bollettino delle vendite per il marzo 2010 emesso dall’istituto di Lucca è un plico di 299 pagine. Quello che lo stesso istituto aveva reso pubblico nell’aprile dell’anno scorso arrivava a quota 145.

L’elenco dei beni messi in vendita è lunghissimo: molti dei lotti “produttivi” (agricoli, industriali, artigianali) ricadono nei comuni di Viareggio e Massarosa. A Camaiore (in particolare Lido), Pietrasanta e Forte sono concentrate invece le abitazioni. Il caso più eclatante è senz’altro quello di una villa a Forte dei Marmi, a due passi dai confini con l’esclusiva zona di Roma Imperiale: due piani con una superficie complessiva di oltre 250 metri quadri e un giardino di oltre mille. Prezzo? Non propriamente popolare: la base è fissata a 4 milioni e 100mila euro e il rilancio minimo di 20mila euro. Se poi si vuole risparmiare qualcosa e poter comunque dire di abitare a Forte dei Marmi, si può “ripiegare” su un appartamento in via Trento che viene messo in vendita a partire da 750mila euro.

Fra gli immobili interessate dalle aste dei prossimi mesi ce ne sono anche alcuni legati a fatti già raccontati dalla cronaca. È il caso del fallimento dell’imprenditore Luciano Gabrielli, che porterà alla vendita di sette lotti di appartamenti già realizzati (e in alcuni casi in fase di ristrutturazione) e di altri sette in via di costruzione.

Bisogna scendere molto più a sud per imbattersi in un grande complesso costruito da una società con sede a Viareggio (la Edil Habitat Italiana spa) andata incontro al fallimento. Finirà all’asta, infatti la “Baia di Copanello”: 105 unità immobiliari (appartamenti ma anche un ristorante) costruite su un promontorio che domina il Golfo di Squillace, in provincia di Catanzaro. Prezzo base, poco più di quattro milioni di euro.

Più o meno la stessa cifra di un bene che, pur se situato a Forte dei Marmi, non rientra nel catalogo delle vendite gestite nella nostra provincia: la villa appartenuta all’ex mister Guru Matteo Cambi a Vittoria Apuana che sarà messa in vendita a Parma a partire da una base di tre milioni e 800mila euro. Per i fortunati che possono permetterselo indichiamo anche la data: la maxivilla, arredi inclusi, verrà battuta il prossimo 21 aprile.

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